Volontariato

Volontariato

Premessa:

Queste note e spunti di riflessione provengono dalla mia personale esperienza di operatore volontario all’interno della “Associazione Gruppo Alice”. Si tratta di un’associazione di volontariato nata nel 1982 a Saronno, per il disagio giovanile e la tossicodipendenza. Oggi è soprattutto un centro di ascolto e di prevenzione del disagio relazionale, ed offre colloqui individuali con lo psicologo e con l’equipe di operatori, incontri di sostegno in gruppo, in particolare per genitori, corsi di formazione sulla relazione interpersonale e gruppi di condivisione e confronto aperti a tutti.

Volontario, oggi?

La parola volontario oggi, in un mondo legato alle leggi del mercato e del profitto, forse non rischia di scomparire dal nostro vocabolario, ma spesso viene utilizzata con significati molto diversi da quello che eravamo abituati ad attribuirgli fino a qualche anno fa. Pensavamo cioè ad un’attività libera e gratuita, svolta personalmente o in una associazione per rispondere a un bisogno e per svolgere un servizio sociale. Ad esempio non ci saremmo mai aspettati di parlare di volontariato pensando al servizio militare, eppure oggi i militari vengono chiamati volontari, da quando èè stato abolita la leva obbligatoria, mentre in realtà sono professionisti retribuiti… Prima almeno molti potevano scegliere di fare servizio civile, volontario e gratuito, garantendo spesso prestazioni e continuità di presenza in molte organizzazioni caritative, assistenziali, di servizio. Oggi invece il servizio civile prevede comunque una retribuzione, sia pur minima, ed è in via di estinzione per mancanza di fondi! In questa mia riflessione però intendo riferirmi al primo significato della parola volontariato, in senso tradizionale per quanto concerne la libertà e la gratuità, ma con particolare attenzione a nuove sensibilità e consapevolezze necessarie.

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Altruismo?

Spesso il volontario è considerato un altruista, che pratica la solidarietà in contrapposizione all’egoismo che regola i rapporti “economici” basati su interesse e vantaggio. Invece le due cose non sono così distanti. Esiste una dimensione dell’altruismo e della solidarietà che ha una funzione di utilità sociale e soprattutto una funzione “egoista” di rafforzamento della identità personale, dell’autostima, del proprio benessere. Le persone in situazione di disagio hanno bisogno di tante cose, eppure mentre ricevono “danno” anche molto, hanno gesti e sguardi ricchi di contenuti, risorse nascoste che ci stupiscono, l’ascolto e il sostegno possono diventare “carezze” reciproche.

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